mercoledì 21 aprile 2010

I rischi della TAC sotto silenzio

Da un articolo del New York Times:

Secondo i documenti delle agenzie e interviste a scienziati, avvertimenti urgenti da parte di esperti del governo circa i rischi di effettuare TAC di routine ai pazienti per la diagnosi di cancro del colon sono stati eliminati dalla Food and Drug Administration.
Dopo essere rimasti in silenzio per un anno, gli scienziati hanno in programma di rendere pubbliche le loro preoccupazioni in una riunione di esperti che si terrà Martedì (30 marzo, n.d.t.) chiamati dalla FDA per discutere su come proteggere i pazienti dalle esposizioni alle radiazioni non necessarie. L'incontro di due giorni fa parte di una nuova valutazione dei rischi crescenti di radiologia di routine. La dose media di radiazioni diagnostiche è aumentato di sette volte dal 1980, spinto in parte dalla crescente popolarità di scansioni TAC. Tali scansioni sono in grado di fornire l'equivalente di radiazioni di 400 radiografie al torace.

Si stima che 70 milioni TAC (tomografia computerizzata), vengono eseguite negli Stati Uniti ogni anna, in aumento dai tre milioni del 1980, e come di conseguenza circa 14.000 persone muoiono ogni anno di tumori indotti da radiazioni, secondo una stima dei ricercatori.

L'utilizzo di scansioni TAC su pazienti sani per diagnosticare il cancro è particolarmente controversa. Nello screening del cancro del colon, per esempio, l'American College of Radiology così come l'American Cancer Society hanno approvato la TAC, in una procedura spesso chiamato colonscopia virtuale, mentre l'American College of Gastroenterology raccomanda l'esame diretto, in cui i medici usano una macchina fotografica con un tubo flessibile.
Per i pazienti, orientarsi nel dibattito può essere difficile perché i medici, i gruppi di difesa dei pazienti e spesso i produttori avallano le posizioni che sono nel loro proprio interesse economico.

Convegno del governo inglese sul peak oil

Nota: Peak oil=picco di produzione del petrolio, raggiunto il quale la produzione non può che abbassarsi con conseguente aumento del prezzo.
Più che il contenuto del convegno, il fatto interessante è ...che si sia fatto il convegno! Riporto qualche frase dell'articolo comparso su ComeDonChisciotte:
4 le presentazioni, la prima delle quali ha riassunto la non consapevolezza dei governi sul peak e la necessità immediata di prendere provvedimenti.

La seconda presentazione ha esposto il punto di vista dell'industria petrolifera, secondo la quale il plateau è cominciato nel 2004. Dal 2005 è finita inoltre l'era del petrolio a basso prezzo

Qualcuno ha suggerito che non occorre prendere provvedimenti di sorta, visto che ci penserà il mercato a regolare la transizione attraverso il meccanismo del prezzo. Al che, qualcun altro ha saggiamente obiettato che se penserà a tutto il mercato, allora cosa ci sta a fare il governo?

- La data del peak è incerta, ma comunque inevitabile;
- C'è un alto rischio che i problemi si presentino nel giro di 3 o 4 anni