martedì 12 maggio 2009

Influenza suina? Suino a chi?

Il racconto di un "contagiato" presunto che descrive la "perfetta organizzazione" :-) del sistema sanitario italiano di fronte all'emergenza.
Premetto che i medici e gli infermieri che ci hanno seguiti in questa faccenda sono stati molto rassicuranti e professionali.

...e ci somministrano la profilassi, il famosissimo Tamiflu.

L’analisi del tampone è una roba un po strana, prima di tutto nei laboratori Toscani pare non ci sia la tecnologia necessaria per accertare la presenza dell’infezione... ... solo a Roma pare ci siano laboratori in grado di autentificare la presenza del virus H1N1 ma i tempi della diagnosi sono lunghi: C.B. viene ricoverato il 2/5 e la conferma dell’infezione arriva solo 5/5.

Il Tamilflu, questa mitica panacea, unico scudo contro le pandemie del nostro secolo (Aviari, Sars, Suina, Mucca pazza e pecora Dolly) contiene un misterioso composto chiamato “Oseltamivir” che altro non é che il vecchio rimedio della nonna, cioè anice stellato.

Dopo poche ore arriva dall’ospedale di Careggi una telefonata, dal reparto malattie infettive con la quale ci richiedono di riportargli indietro le pasticche di Tamiflu (ce ne avevano date solo tre a testa) perché non ne avevano abbastanza e se fossero arrivati altri viaggiatori dal Messico con la febbre non avrebbero potuto curarli.

...anche questa volta, la nuova terribile influenza era una bufala il mio amico C.B. è guarito da solo in una nottata e la febbre non gli è mai salita oltre i 37,5 gradi
Il neretto è aggiunto da me. Le riflessioni a Voi lettori, su chi siano i suini e di chi siano i guadagni...

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