lunedì 8 dicembre 2008

Economia irresponsabile

Ma ora ci troviamo di fronte all’esigenza di ristrutturare l’intero sistema economico. Dobbiamo costringere il mercato a dire la verità sulla questione ambientale.

Per decine di anni noi ambientalisti abbiamo parlato di salvare di pianeta. Ora parliamo di salvare la civiltà stessa.

L’alternativa allo sviluppo sostenibile è lo sviluppo insostenibile
Queste sono solo alcune frasi scelte dall'intervista a Lester Brown che si trova sul sito di Beppe Grillo. Colgo questo spunto per una riflessione: dobbiamo renderci conto che l'economia attuale basata sull'aumento del PIL, necessaria per pagare il signoraggio ed il debito pubblico, non è più sostenibile perché stiamo già consumando più risorse di quelle che la Terra ci può dare.
Inoltre il PIL misura solo la ricchezza prodotta, non i sacrifici (anche di vite umane) per produrla.
L'unica strada per evitare di fare la fine dei dinosauri è la decrescita.
La decrescita è elogio dell’ozio, della lentezza e della durata; rispetto del passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione

non chiamare consumatori gli acquirenti, perché lo scopo dell’acquistare non è il consumo ma l’uso

desiderare la gioia e non il divertimento; valorizzare la dimensione spirituale e affettiva; collaborare invece di competere

La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento, che liberi le persone dal ruolo di strumenti della crescita economica e ri-collochi l’economia nel suo ruolo di gestione della casa comune a tutte le specie viventi in modo che tutti i suoi inquilini possano viverci al meglio.
Cominciamo a riflettere su questo, e a far riflettere gli altri. Questa economia drogata ci rende schiavi, ed è la chiave e lo scopo del nuovo ordine mondiale. Boicottiamo loro, le loro idee, e salviamo il pianeta!
Questa crisi ha dimostrato, e sta dimostrando, che le corporations più sono grandi più sono fragili; smettendo di "consumare ciecamente", riflettendo sulle nostre vere necessità e pensando di più al riuso ed al riciclo, di fatto tagliamo le gambe alle multinazionali che sostengono le banche che a loro volta possiedono i politici che fanno le leggi per mantenere lo status quo e introdurre piano piano il
nuovo ordine mondiale.
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